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Sonno

Il sonno è un tema delicato per i neogenitori. Prima di tutto è bene sfatare qualche pregiudizio:

Il sonno dei bambini è diverso dal sonno degli adulti, ed in maniera più marcata nei primi tre anni di vita.

I risvegli sono da considerarsi normali e fisiologici, ed ogni bambino, avendo un grado di sonno differente, ne contera’ piu’ o meno a seconda del proprio.

Creare una routine serale che accompagni alla nanna è di fondamentale aiuto: la sua ripetizione quotidiana  permetterà al bambino di sapere cosa accadrà dopo e lo tranquillizzerà.

Un bambino molto stanco è più difficile da mettere a nanna e quindi più irritabile e nervoso. Non aspettiamo che sia esausto prima di farlo addormentare.

Non far saltare i riposini diurni al bambino credendo che poi dormirà tutta la notte, arriverà troppo stanco e farà fatica ad addormentarsi.

Non esistono metodi giusti o sbagliati, piuttosto una soluzione personalizzata per ogni bambino e per ogni famiglia che sceglierà dove e come dormire serenamente.

Non esistono metodi o formule magiche, occorrono amore,attenzione, pazienza ed organizzazione!

Ma quanto dorme un neonato?

Dalla nascita fino ai primi 2/3 mesi di vita il ritmo sonno-veglia è regolato esclusivamente dai bisogni primari di fame e sete e, quindi, indipendentemente dall’ambiente circostante e dall’alternarsi del giorno e dalla notte. In questo periodo iniziale ed importantissimo, mentre la mamma e il bambino iniziano a conoscersi è bene affidarsi a quelle che sono le esigenze del bambino.

Il neonato, quindi, tende a dormire circa il 70-80% del tempo, con una media di 15-20 ore di sonno al giorno e con grandi variazioni tra un bambino e l’altro anche per quanto riguarda la durata del sonno.

Verso il 2/3 mese di vita il sonno del bambino comincia a sincronizzarsi anche con l’ambiente esterno e il bambino inizia il suo percorso di maturazione e nel contempo a sentire la separazione dall’adulto. È qui che una buona routine può fare la differenza.

Perché è importante il sonno

Il sonno nei bambini è molto importante perché influisce sulla loro crescita: avere infatti un riposo regolare favorisce lo sviluppo celebrale, si consolida nella memoria gli apprendimenti avvenuti durante il giorno, si stimola la corretta attività ormonale, in particolar modo quella dell’ormone della crescita e si rafforza il sistema immunitario.

Esistono tuttavia casi in cui il bambino va svegliato, ovvero in circostanze di traumi o quando trascorrono troppe ore tra una poppata e l’altra. L’importante è che il risveglio avvenga nelle fasi di sonno leggero, per evitare che il bambino si irriti o si agiti troppo.

I risvegli sono fisiologici

I risvegli sono normali e fisiologici: anche da adulti ci capita di svegliarci tra un ciclo di sonno e l’altro. La differenza tra il bambino e l’adulto è che quest’ultimo spesso non si accorge neanche di essersi svegliato, mentre il bambino non è abituato a riaddormentarsi da solo e richiede il supporto e la vicinanza dell’adulto.

Ci sono dei momenti nella vita del bambino dove i risvegli possono aumentare:

  • raggiungimento delle tappe dello sviluppo psicomotorio come imparare a stare seduti, gattonare o camminare
  • eruzione dei primi dentini
  • ansia da separazione legata all’inserimento all’asilo o alla ripresa lavorativa della mamma
  • cambiamento delle routine
  • tensioni familiari

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